mercoledì 15 ottobre 2008

martedì 9 gennaio 2007

La nostra salvezza !!!

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Galati 2:16
- sappiamo che l'uomo non è giustificato per le opere della legge ma soltanto per mezzo della fede in Cristo Gesù, e abbiamo anche noi creduto in Cristo Gesù per essere giustificati dalla fede in Cristo e non dalle opere della legge; perché dalle opere della legge nessuno sarà giustificato.

Legge e grazia in Cristo stanno agli antipodi come vie di salvezza; si escludono a vicenda (Cfr. Romani 4). Non è dunque possibile il poggiare in parte su Cristo e in parte sulle proprie opere. Chi cerca di ridonare o di riconoscere qualche valore per la salvazione alle osservanze legali, annulla la grazia e proclama inutile la morte di Cristo. È questa la tendenza, per quanto inconscia, e sarebbe questo il risultato ultimo, per quanto non voluto, della condotta di Pietro e dei giudeo-cristiani. Perciò Paolo la censura e, per conto suo protesta di non volere, in nessun modo anche indiretto, annullare la grazia di Dio cioè tenerla come insufficiente a salvare, o come non necessaria e quindi trascurabile. «lo non attento all'eccellenza della grazia colla pretesa di completare la salvezza ch'essa mi arreca, con dei mezzi tolti ad imprestito dalla legge» (Godet). Alla grazia Paolo riconosce il suo pieno ed assoluto valore e ad essa sola affida ha propria salvazione. Se infatti la giustizia, ossia il mezzo d'essere in regola col Dio giusto e santo, si potesse ottenere per mezzo dell'osservanza della legge, vorrebbe dire che la morte di Cristo ch'è la suprema manifestazione della grazia, non era necessaria, che Cristo è quindi morto per nulla (dwrean), senza necessità e senza un risultato utile. A tali conseguenze, ripugnanti ad ogni coscienza cristiana, conduce il procedere al quale Pietro si è lasciato indurre per timore di gretti settarii. Sui pensieri espressi nel v. Galati 2:21 Paolo ritornerà al principio del Cap. 5.
Come sia stata accolta la sua rimostranza, l'apostolo non dice, perché non importa per lo scopo cui mira. La indipendenza e la legittimità del suo apostolato egli le ha oramai stabilite con dei fatti; e le considerazioni svolte in Antiochia davanti a Pietro lo hanno portato nel cuore della verità alla quale vuol ricondurre i Galati. Perciò si rivolge subito a loro direttamente col suo «O Galati insensati!» Tutto però ci porta a credere che la rimostranza fu ricevuta da Pietro con umiltà e ch'egli rese nuovamente omaggio alla libertà cristiana. Nulla ci autorizza a pensare che dal fatto sia risultata una alienazione duratura tra i due apostoli. Pietro avea le stesse convinzioni di Paolo e se vacillò fu per poco e per debolezza. Il partito che da lui prendeva nome in Corinto era, sì, attaccato a certi scrupoli giudaici, ma non appare opposto a Paolo come il partito che si chiamava «di Cristo». Quanto a Barnaba, Paolo lo invitò poco dopo ad accompagnarlo nel suo secondo viaggio missionario. Nella sua prima Epistola Pietro è paolino nella dottrina e nella seconda Epistola parla con stima ed affetto di Paolo.

lunedì 27 novembre 2006

La violenza .....

Così parla il SIGNORE: Esercitate il diritto e la giustizia; liberate dalla mano dell'oppressore colui al quale è tolto il suo; non fate torto né violenza allo straniero, all'orfano e alla vedova; non spargete sangue innocente, in questo luogo. Geremia 22:3


venerdì 24 novembre 2006

Dov'è la " verità " ???


Voi investigate le Scritture, perché pensate d'aver per mezzo di esse vita eterna, ed esse son quelle che rendono testimonianza di me;
Giovanni 5:39


A chi dobbiamo la nostra salvezza ???

Giovanni 3:1 C'era tra i farisei un uomo chiamato Nicodemo, uno dei capi dei Giudei.
Giovanni 3:2 Egli venne di notte da Gesù, e gli disse: «Rabbì, noi sappiamo che tu sei un dottore venuto da Dio; perché nessuno può fare questi miracoli che tu fai, se Dio non è con lui».
Giovanni 3:3 Gesù gli rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio».
Giovanni 3:4 Nicodemo gli disse: «Come può un uomo nascere quando è già vecchio? Può egli entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e nascere?»
Giovanni 3:5 Gesù rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato d'acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio.
Giovanni 3:6 Quello che è nato dalla carne, è carne; e quello che è nato dallo Spirito, è spirito.
Giovanni 3:7 Non ti meravigliare se ti ho detto: "Bisogna che nasciate di nuovo".
Giovanni 3:8 Il vento soffia dove vuole, e tu ne odi il rumore, ma non sai né da dove viene né dove va; così è di chiunque è nato dallo Spirito».
Giovanni 3:9 Nicodemo replicò e gli disse: «Come possono avvenire queste cose?»
Giovanni 3:10 Gesù gli rispose: «Tu sei maestro d'Israele e non sai queste cose?
Giovanni 3:11 In verità, in verità ti dico che noi parliamo di ciò che sappiamo e testimoniamo di ciò che abbiamo visto; ma voi non ricevete la nostra testimonianza.
Giovanni 3:12 Se vi ho parlato delle cose terrene e non credete, come crederete se vi parlerò delle cose celesti?
Giovanni 3:13 Nessuno è salito in cielo, se non colui che è disceso dal cielo: il Figlio dell'uomo [che è nel cielo].
Giovanni 3:14 «E, come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che il Figlio dell'uomo sia innalzato,
Giovanni 3:15 affinché chiunque crede in lui abbia vita eterna.
Giovanni 3:16 Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.
Giovanni 3:17 Infatti Dio non ha mandato suo Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
Giovanni 3:18 Chi crede in lui non è giudicato; chi non crede è già giudicato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio.
Giovanni 3:19 Il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo e gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie.
Giovanni 3:20 Perché chiunque fa cose malvagie odia la luce e non viene alla luce, affinché le sue opere non siano scoperte;
Giovanni 3:21 ma chi mette in pratica la verità viene alla luce, affinché le sue opere siano manifestate, perché sono fatte in Dio».